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A casa, bilancio della stagione... PDF Stampa E-mail

Riportiamo l'articolo pubblicato sul quotidiano La Provincia di Sondrio in data 1 aprile 2010, intervista effettuata da Maurizio Torri, giornalista del quotiano La Provincia di Sondrio e responsabile del sito internet www.sportdimontagna.com

 

BORMIO Grande festa, ieri sera

a Bormio, per il migliore dei biatleti

azzurri Christian De Lorenzi.

Reduce da uno strepitoso finale

di stagione, che per ben tre

volte lo ha visto salire sul podio

di Coppa del Mondo, il portacolori

del CS Esercito Courmayeur

è stato accolto da parenti, supporter,

amici e compagni di gara

che gli hanno organizzato una

vera e propria festa a sorpresa.

L’occasione è stata propizia per

incontrarlo e porgergli alcune

domande.

Se dovessi fare un bilancio, lo

definisci positivo o negativo?

«Direi entrambi. Sino alle Olimpiadi

è stata la mia peggiore stagione

degli ultimi anni. Dopo,

senza ombra di dubbio, la migliore

».

Spiegati meglio.

«Per una serie di motivi non riuscivo

a esprimermi sui livelli che

avrei voluto. Mi sentivo pesante

e imballato. Come se non bastasse,

il clima che tirava nel

gruppo azzurro non era dei migliori

e quando sei sotto pressione

certe cose influiscono. Quando

ho capito cosa sbagliavo ho

cominciato a girare, centrando

due secondi posti (sprint e pursuit),

un terzo in staffetta mista

e un settimo in mass start».

La tua peggiore e migliore gara

della stagione?

«In entrambi i casi non ho

dubbi: la peggiore è stata la

sprint delle Olimpiadi; la migliore,

invece, è coincisa con

il primo podio in Coppa del

Mondo. La prima l’attendevo

da 4 anni. E’ cominciata male

e finita peggio. La seconda invece

mi ha visto subito partire

bene: a ogni serie ero lì a

giocarmela con il francese

Fourcade… è stato bellissimo.

Uno dei più bei giorni della

mia vita».

 
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L’avere un poligono

regolamentare a Valdidentro

e poterti allenare a due

passi da casa ti ha aiutato?

«Sicuramente. Ha aiutato me,

come tutto il movimento provinciale.

In Valtellina nel settore

biathlon si è lavorato molto bene

e i risultati si vedono. Avere

un poligono omologato è sicuramente

un bel vantaggio. In

questi anni molto è stato fatto,

ma molto resta da fare per avvicinare

sempre più persone a

questa disciplina».

Già, perché essere più famosi

all’estero che nel proprio

Paese non è una bella sensazione.

«Come dicevo prima, la Valtellina

è ancora un’isola felice. Il

movimento c’è ed è in salute.

Anche il vostro giornale ci segue

costantemente e ciò è un bene.

Il peccato è che nelle altre province

e regioni si continui sempre

e solo a parlare di calcio. In

Germania, Russia e Norvegia il

biathlon è molto seguito. Le gare

di Coppa del Mondo richiamano

migliaia di persone e sono

una vera e propria festa. In

Italia, invece, manca un poco di

cultura sportiva per tutto ciò che

non è calcio».

Nella squadra A gravitano altri

ragazzi cresciuti nelle fila

dello sci Club Alta Valtellina.

Oltre a Cristian Martinelli o

Mattia Cola, chi ha le carte

per eccellere?

«Abbiamo diversi atleti di livello.

In primis ritengo che la mia

ragazza, Michela Andreola, valga

molto più di ciò che ha fatto

vedere quest’anno. E’ giovane

e ha le carte in regola per fare bene.

A livello maschile ho in

mente almeno tre nomi, ma se

dovessi sceglierne uno punterei

sul livignasco Rudy Zini».

Maurizio Torri

PAGINA 37 QUOTIDIANO "LA PROVINCIA DI SONDRIO" - 1 APRILE 2010

 
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